Care Mamme,
Ho sempre pensato che, se mai avessi avuto una gravidanza, il mio sarebbe stato un cesareo programmato. L’idea di partorire mi ha sempre spaventata.. associavo il parto alla scena di una donna che urla come una pazza mentre viene trasportata di corsa in ospedale…
I primi mesi di gravidanza sono stati molto difficili, ero molto nervosa e mi irritavano gli articoli che mio marito voleva farmi leggere sul parto a domicilio. Già da tanti siamo considerati “strani” per le nostre scelte di vita e almeno su questo argomento volevo sentirmi una donna comune, che si fida del suo ginecologo e fa un percorso “normale”.
Avevo sentito parlare del percorso preparto che si fa al Sisaf ma ero titubante.. immaginavo di trovare un gruppo di donne stile “ new age” che esaltavano il parto a domicilio. Ero sicura che mi sarei sentita fuori luogo dicendo che avevo un ginecologo e che avrei partorito in ospedale – E invece ho trovate tante ragazze come me, con le mie stesse ansie, le mie stesse perplessità .. e un ginecologo!

Da quel momento è cominciato il mio cammino personale di conoscenza. Ho letto diversi libri e ho capito di voler partorire in casa.

La decisione è arrivata spontaneamente e la difficoltà più grande è stata quella di non poter condividere la scelta con nessuno della nostra famiglia e doversi puntualmente scontrare con le paure delle poche persone con cui provavamo a condividere.

Anche la gravidanza è stata piena di prove. Dalla minaccia d’aborto al terzo mese, al tampone positivo per lo streptococco, alle preoccupazione per un emoglobina troppo bassa…. Mi sono informata e ho fatto delle scelte. Non ho preso niente di chimico, ho mangiato bene e ho risolto i miei “problemi” con l’alimentazione e il lavoro su me stessa. Ho acquistato sempre più fiducia nelle mie capacità, il senso di solitudine si è trasformato in energia e ho sentito che potevo farcela, che nessuno poteva sostituirsi a me e dirmi cosa fare per mettere alla luce il mio bambino.

Il giorno che sono iniziate le contrazioni siamo scesi a fare una passeggiata nel prato sotto casa. Stava facendo sera, l’aria era calma e pulita e c’era silenzio intorno. Ogni 4 o 5 passi dovevo fermarmi per una contrazione, iniziavano ad essere dolorose e dovevo appoggiarmi a mio marito che mi stringeva forte e mi abbracciava dicendomi che sarebbe andato tutto bene.. arrivati fino alla grande quercia pensai a quanti parti avesse assistito… appoggiammo insieme le mani su quel grande albero e gli chiesi la forza che serviva per affrontare il duro lavoro del travaglio.

Tornata a casa chiamai Emanuela ed Alessandra, le mie ostetriche che mi hanno aiutata in questa avventura.

Ero già dilatata di 4 cm: il viaggio era cominciato. I dolori erano forti ed intensi … l’acqua calda mi ha dato un grandissimo sollievo, potevo muovermi, cambiare posizione, addormentarmi sul bordo durante le pause, mi sentivo al sicuro.

Ogni tanto alzavo lo sguardo, mio marito era sempre lì vicino, non abbiamo parlato molto, ci guardavamo negli occhi, erano attimi pieni, intensi, lui mi dava coraggio mi diceva che ero forte, che ero bellissima e questo mi aiutava ad andare avanti.. di tanto in tanto si avvicinavano le ostetriche a controllare il battito del bimbo. Lasciavano che fossi io a dire quando potevano visitarmi.. appena avevo una contrazione si allontanavano e aspettavano con rispetto e delicatezza. In alcuni momenti pensavo a come avrei travagliato se fossi stata in ospedale….

All’alba sono uscita dalla vasca…. Ho rotto le acque e ho iniziato a sentire le spinte… Le sensazioni erano molto forti ed il bambino progrediva molto lentamente… la posizione accovacciata era la più efficace, le ostetriche mi incoraggiavano dicendo: ”respiralo fuori questo bambino.. “ le loro parole mi aiutavano e mi davano l’energia per continuare e finalmente è spuntata la testa e poi farlo scivolare fuori è stata una passeggiata… Mi sono sdraiata sul letto, lui era ancora attaccato al cordone, la placenta era dentro e io l’ho portato al seno, si è calmato e ha iniziato a succhiare il colostro. E’ stato il momento più bello ed incredibile della mia vita, mio marito rideva e piangeva.. io mi sentivo drogata di felicità…

Da quel momento ho sentito chiaramente che non sarei stata più la stessa, quell’esperienza avrebbe cambiato per sempre la mia vita. Dopo qualche ora di intimità in cui siamo rimasti soli noi tre, le ostetriche hanno riordinato la stanza. Abbiamo deciso di praticare il lotus birth e abbiamo lasciato il bimbo attaccato alla placenta.. il cordone si è staccato dopo soli 4 giorni.

Il mio perineo era intatto.

Ogni bambino sa dove e come nascere a tutte le donne in attesa auguro la felicità e la gioia che solo una mamma può capire.
Rossella Giordano.